turgido ma timido (Leonardo Romanelli)

Turgido ma timido

 

 

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Francamente era timido; non si sentiva molto accettato dal grande pubblico e quindi, essere rosso, era la sua condizione abituale. Non capiva come, ma riscuoteva sempre un successo incredibile tra le donne;in realtà, proprio il suo porsi in maniera semplice, non cercare il consenso ad ogni costo, facilitava il rapportarsi con loro. Più che tra le giovanissime, le sue fan doveva trovarle tra quelle più mature. E ne era contento, in fondo era un cucciolone, ed affidarsi alle loro mani esperte gli infondeva un profondo senso di fiducia. Già quando lo accarezzavano, la sensazione era positiva: turgido lo era perennemente, e non poteva andare oltre, gli eccessi non erano alla sua portata. Quando iniziavano a leccarlo e a mettere appena i denti nella sua carne, raggiungeva l’acme della sensibilità e non erano poche quelle che amavano giocare con la lingua su di lui. C’erano anche quelle che, senza indugio, lo infilavano completamente in bocca, assaporandolo con estrema cura. Poi arrivava sempr eil momento nel quale, non facendocela più, affondavano i denti in maniera completa: la soddisfazione di gustare un ravanello!

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1 Commento

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Una risposta a “turgido ma timido (Leonardo Romanelli)

  1. vincenza63

    …e io che pensavo… ahahah!

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