tette su tette – john milton

E’ difficile dire quante fossero. Decine, centinaia, migliaia.
Anche perchè vanno contate a due a due e ogni tanto ti si incrociano gli occhi.
So solo che quelle spiagge erano piene zeppe di tette.
Era un po’ come quei libri sui funghi nei quali si spiegano con i
disegnini le diverse specialità presenti sulla terra.
Solo che lì erano dal vero, stese a pochi centimetri da te.
Tette giovani dalla pelle fresca e tette meno giovani ma giustamente
prive di remore nel confronto, quasi a dire che prima o poi anche voi
sarete come noi, preparatevi.
Tette bianche su corpi abbronzati, che denotano una timidezza
finalmente vinta dalle loro proprietarie, tette tono su tono, tette
rosse paonazze per il sole forte e le scarse protezioni.
Tette piccole, con i capezzoli elevati in rappresentanza. Tette
gigantesche, che non c’è niente da aggiungere.
Tette che sfidano la gravità, puntando dritte verso il cielo anche
nella posizione supina dell’abbronzatura, e tette che invece si
spalmano sul corpo come stremate dalla fatica.
Tette tonde, a pera, a punta. Capezzoli piccoli, grandi. Aureole quasi
invisibili e altre che invece scendono fino a metà della tetta.
E poi le tette che non partecipano, come ballerini timidi, e si
limitano ad occhieggiare dal bordo dei costumi e tu pensi, cazzo, con
tutte queste tette in vista devo farmelo venire duro sbirciando
proprio loro.
Tutte queste tette, che fanno pensare che il giorno che Dio le ha
inventate fosse davvero ispirato. Forse si era fatto una birra.
Tutte queste tette, che ti obbligano a uno sforzo di concentrazione
supplementare per non lasciarti andare alla follia e toccarle,
stropicciarle, pizzicarle, succhiarle, morderle, sentire le diverse
consistenze che così puoi solo immaginare.
Guardare lo sguardo della titolare che, un attimo prima di
razionalizzare e urlare e chiedere aiuto, un attimo prima e per un
attimo soltanto è stravolto dall’inattesa sorpresa delle tue labbra
che le succhiano.
Invece niente di tutto questo, almeno in questo mondo.
Non resta che guardare il catalogo, lasciare dentro di sè qualche
valutazione, gestire l’indurimento delle parti visibili, e grazie al
cielo che oggi usano i boxer.
Ah, poi un giorno mi è capitato di vedere una bella figa rasata
durante un cambio costume.
Ma questa è un’altra storia.

 

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1 Commento

Archiviato in passioni, riflessioni, SESSO, sex

Una risposta a “tette su tette – john milton

  1. baffo

    Che gioia, che goduria, che tentazione, che spettacolo, che acquolina ……

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