macedonia (regalo di S.B.)

Macedonia

Allora, dove ci vediamo?
In centro dai, finiamo tutti e due per la una no? Tu mi dicevi che esci dalla riunione in Corso Italia io avrò finito con un cliente in via Torino.
Ok, allora. Alla una in via Torino angolo Spadari.
Ci salutiamo, ma in realtà il mio pensiero non riesce ad allontanarsi da Giulia un solo secondo. Mi è entrata dentro in maniera prepotente.
Ci siamo visti solo due volte.
La prima per un caffè veloce che in realtà è durato un’ora, al tavolino di un bar di via Carducci a conoscerci, a raccontarci di noi, a scoprirci quasi colleghi. E poi il bacio, quel primo bacio, autentico. Promessa e minaccia di tempeste e fuochi di sant’Elmo.
La seconda, molto esplicitamente per scoparci.
Ma poi abbiamo bisogno di conoscerci, perché è chiaro per tutti e due che non sarà solo un pomeriggio.
Ma dove sei finita? Sono cinque minuti che probabilmente ti sto girando attorno.
Cretino, ti sono dietro, ti vedo.
Mi giro e la vedo, ancora più bella e luminosa di quello che ricordavo.
Giulia ha il dono di riflettere ogni raggio di luce che si posa su di lei. Minuta ma trasuda energia, dagli occhi, dai capelli, dal sorriso, dalla pelle di bambina.
Bellissima e splendente.
Le mani si sfiorano, sul marciapiede affollato e frenetico di un caldo inizio luglio.
Si sfiorano, timorosi della folla, ma dopo un attimo le dita si intrecciano, con un lampo negli occhi. Mi chino verso di lei, ma non riesco ad andare più in là di un bacio poggiato a sfiorarle l’angolo della bocca, mentre le scosto con una mano i riccioli castani dall’orecchio e le sussurro sei bellissima. E mi fa morire come sorride arricciando il naso.
Indossa un top aderente bianco, con le spalline che lasciano scoperte le spalle e il collo abbronzati. Una gonna a fiori, frusciante, al ginocchio le dà un aspetto incredibilmente sexy lasciando scoperte le gambe nude sui sandali a schiava con tacco alto.
Hai fame? Dove vuoi andare?
Non lo so, per me va bene anche passeggiare, ma con questo caldo mi sciolgo.
In effetti non ho gran fame. Strano, ma fino a un certo punto: mi fa l’effetto di concentrare tutta la mia esistenza su di lei. Erano anni che non provavo un innamoramento così feroce.
In centro a Milano non manca la quantità di offerta, ma puoi stare certo su due cose: se non stai attento a quello che mangi il mal di testa è assicurato e comunque ti avranno spennato.
Troviamo un baretto che propone insalate, della frutta già tagliata, coppe di macedonia, gelati e yogurt.
La frutta sembra fresca, tagliata da poco, ancora bella lucida e tesa. Soprattutto le albicocche, tagliate in quarti, hanno un colore e un profumo sensuale, con la buccia appena pelosa per stuzzica polpastrelli, labbra e lingua.
Giulia sceglie una macedonia con gelato, io prendo invece una coppa di albicocche e una di yogurt.
Con i vassoi in mano lascio che sia lei a scegliere il tavolino, sperando che si accorga della scala di metallo che va nella parte soppalcata del locale.
Andiamo di sopra, ti va?
Certo, vai avanti tu. E intanto non posso perdermi lo spettacolo del suo culo da urlo che si muove ondeggiando sugli scalini e dal basso si vede che comincia a scoprirsi l’interno delle cosce.
Sarà il periodo pre feriale, sarà l’ora anche non di piena affluenza, ma al piano di sopra non c’è nessuno.
Scegliamo comunque un tavolino leggermente isolato, e ci sediamo su due lati adiacenti, lei alla mia sinistra.
Buon appetito.
Ma non riesco a risponderle, mi sono trattenuto, ci siamo trattenuti fino ad adesso ed ecco che finalmente possiamo baciarci. Un bacio profondo, con le lingue bollenti che si cercano avvolgendosi e i denti che sbattono dalla foga che abbiamo entrambi. E le mani che si cercano. Con il palmo destro le strizzo la tetta fino a sentire il capezzolo che mi esplode tra le dita. Lei fa lo stesso con il mio sesso, stringendo il cazzo che sotto i pantaloni leggeri è già diventato duro e massaggiandomi forte dalla base delle palle fino alla cappella.
Dopo due minuti di questo aperitivo riusciamo a staccarci.
Buon appetito.
Cominciamo a mangiare, parlando, raccontandoci come sono andati quei giorni. Il bello con Giulia è che non sono chiacchiere vuote, per perdere tempo e riempire l’attesa tra un bacio e una sessione di sesso, no. Siamo realmente interessati l’uno all’altra.
Ma mentre parla, mentre porta il cucchiaino alla bocca non riesco a smettere di guardarla e contemplarne la bellezza.
Senza sfiorami, senza baciarmi ha il potere di farmelo venire ancora duro, basta un sorriso. Le prendo la mano destra e gliela appoggio sul pacco, per farglielo sentire, senza dire un parola.
Gli occhi furbetti e la bocca atteggiata a “O” mi fanno capire la sua sorpresa. Mi massaggia, mentre ci baciamo, ma non si ferma qui. Fa scivolare le sue dita sotto la cintura, entrano nei boxer e circondano la cappella già leggermente umida e completamente scoperta. La punta di indice e pollice fanno qualche giro, poi le tira fuori, mi guarda fisso negli occhi e si porta le dita alla bocca succhiandole adagio, prima di ricominciare a baciarmi.
Sono eccitatissimo, sento le tempie pulsare. Ho bisogno di bere un goccio d’acqua e così fa anche lei, e in questo modo riusciamo a stemperare per qualche secondo la tensione.
Respiro a fondo, e riprendiamo a mangiare, scherzare, un bacio ogni tanto. La mia mano sinistra è sulle sue ginocchia, sotto il tessuto della gonna. Gioco con il morbido delle sue cosce. La sua mano adesso è sulla mia, un po’ ad assecondarmi e un po’ a frenarmi. La sua pelle è incredibile, liscissima e curata.
Arrivo a sfiorarle gli slip e sento l’umido sui polpastrelli e comincia ad accarezzarle l’inguine mentre riprendiamo a baciarci. Non riesce a fare a meno di aprire leggermente le gambe, mentre i miei baci dietro l’orecchio le fanno chiudere gli occhi.
Le scosto lentamente gli slip per arrivare alla sua fica bagnata.
Mi guarda, selvaggia. L’occhio destro a dire cosa stai facendo, il sinistro guai a te se ti fermi.
Sono stronzo, mi fermo. La mano sinistra con cui la accarezzavo torna verso il ginocchio, sempre accarezzandola lentamente, e poi le cingo i fianchi.
Con la destra invece prendo un pezzo di albicocca e glielo porto alle labbra. Vorrebbe morderlo ma no, lo tiro indietro. Voglio che solo venga accarezzata sulla bocca, stordita dal profumo. Glielo passo avanti e indietro un po’ di volte: lingua, labbra, naso. Collo. Spalle.
Mentre la bacio lo porto giù e glielo faccio sentire sulle cosce. Giulia non resiste e ricomincia e massaggiarmi sul cazzo, durissimo, per tutta la lunghezza.
Mugoliamo entrambi di piacere, e mi piace guardarla, sempre più selvaggia, con i capelli ricci che le danno un’espressione ancora più leonina.
Ma la mano destra continua il viaggio con lo spicchio di albicocca.
Cerchi sempre più stretti si avvicinano alla fica, come uno squalo che sta per attaccare la preda ormai inerme.
La stuzzico, la accarezzo piano.
Le strofino forte il clitoride adesso, più volte. Con il pollice e con il frutto. Non saprei quale sia più turgido. Giulia è lì, rapita in estasi, la bocca schiusa e secca. La fica bagnata e schiusa. Con il dito medio la accarezzo ripetutamente dal buco del culo fino al clitoride, assaporando la sensazione che mi dà il velluto della sua peluria curata.
La penetro e il dito entra facilmente, risucchiato dalla profondità del suo sesso. Entrambi siamo oramai rapiti da quello che stiamo facendo, non sappiamo più cosa ci stia accadendo intorno.
Giulia comincia a muoversi attorno al mio dito e sotto il mio pollice che le preme il clitoride.
Allora mi fermo appena e lascio scivolare il pezzetto di albicocca verso le sue labbra spalancate, appoggiato tra clitoride e apertura.
Il contatto con il pezzetto di frutta umida le fa sfuggire un gridolino e un mugolio di piacere.
Insisto con questo movimento, mentre sento che oramai sta diventando un lago. Quando sento che sta per venire mi butto sulla sua bocca, lasciando che il suo godimento passi in un bacio dalla sua gola alla mia.
Lo sento esplodere. Nella mia pancia, sotto le mie dita.
Restiamo così per qualche secondo, fermi. Poi guardandola negli occhi persi mi stacco da lei. Prendo il pezzetto di albicocca ormai quasi irriconoscibile e lo succhio, per non perdermi un grammo dei suoi umori. E lo passo a Giulia, divertita lo bacia e lo succhia anche lei.
Lo mordo, lo mangio, è un po’ come succhiare e mordicchiare il suo clitoride.
E la bacio, ci scambiamo un bacio bollente e condividiamo quel sapore un po’ salso e un po’ dolce.
Abbiamo bisogno di stemperare la tensione infuocata, senza dire una parola prende un cucchiaino di macedonia e fa lo stesso. Divertente sentire i chicchi di uva che scoppiettano in bocca durante il bacio, sotto la lingua dell’altro.
E poi con lo yogurt.
Intingo il dito medio. Lo succhio e glielo porgo perché faccia altrettanto. Mi succhia fino in fondo, facendomi capire quale sarebbe la cura con cui si dedicherebbe al mio cazzo.
Quando è ripulito lo immergo ancora nello yogurt.
Solo che stavolta, prima di portarlo alla bocca, lo faccio scendere a sfiorarle ancora la fica. Il contatto con il fresco imprevisto la fa sobbalzare e ritirarsi indietro, salvo poi tornare ad assaporare con il clitoride il mio dito bagnato. Lo immergo ancora nella sua fica ancora aperta.
Giulia mi guarda estasiata. Sempre più bella.
Ci baciamo, teneramente, e quando porto la mia mano destra tra le nostre bocche ci guardiamo e lecchiamo entrambi il dito, così ricco di godimento.
Sospiriamo entrambi, per riprenderci e riassestarci. Tra poco dovremo uscire. Ridiamo e ci guardiamo. Le mani si cercano, e gli occhi ridono.
Giulia, sei una emozione strana, lo sai?
Lo so, un’emozione che non durerà per sempre, ma che non ti abbandonerà mai.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in riflessioni

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...