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lasciva e disponibile

Lasciva e disponibile

Scritto da Leonardo Romanelli il novembre 01, 2012

Lasciva e disponibile

Il problema vero era riuscire ad incontrarla da sola. Lui era molto che la corteggiava, in maniera discreta e senza far trasparire niente: doveva mantenere un certo contegno e “non era cosa” lasciarsi andare in pubblico. Passava spesso davanti a dove lei si trovava, la guardava, chiudeva gli occhi e si immaginava il momento in cui potevano rimanere da soli, faceva molte fantasie al riguardo, ma cercava sempre di essere all’aperto, in strada, per non perdere il controllo delle sue azioni. Il ricordo di lei, di quando si erano frequentati anni addietro, era ancora vivo, una sorta di ferita aperta che lo faceva soffrire: era totalizzante, un incontro , prendeva il corpo e l’anima. Viveva nel ricordo del suo odore violento, quasi oltraggioso, ma che dalle narici si infilava nello stomaco e lo faceva beare; lei riusciva a farlo sciogliere, a darsi con tutto se stesso, grazie alla sua estrema disponibilità, il suo essere lasciva, appena debosciata, sicuramente debordante, pur non mostrando esternamente tutto questo fuoco che le cova dentro. Basta conoscerla però, un po’ più a fondo, per trovare questo paradiso.

L’emozione era potente, lui godeva senza pari nel rapporto con lei, l’aveva dovuta abbandonare per cause che non dipendevano dalla sua volontà, e ora che poteva tornare a frequentarla, lui sperava che lei fosse sempre pronta ad attenderlo. Il suo approccio non sarebbe stato “politically correct” ma brutale, anche a lei piaceva quando era diretto, senza tanti fronzoli, va bene la corte a distanza, ma poi da soli, basta con le smancerie, sapevano bene entrambi perchè si sarebbero incontrati.

Finalmente il gran giorno arrivò ed andò come lui aveva previsto: la spogliò, iniziò a leccarla emettendo mugolii dipiacere e finalmente l’affrontò senza ritegno: la zuppa inglese dopo la dieta!

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Dolce nello Schiudersi

Dolce nello schiudersi…

Scritto da LeonardoRomanelli  il agosto 29, 2012

Dolce nello schiudersi…

Aspettava questo momento con impazienza. L’attesa era stata lunga, quasi un anno, in cui lui la pensava, se la immaginava, voleva averla ma non poteva. Nemmeno toccarla, poteva, lontana anni luce dal suo quotidiano. Sapeva che alcuni se la potevano concedere sempre, ma lui era un inguaribile romantico, preferiva aspettare il momento dovuto, non trovare scorciatoie o mezzucci per possederla. In tutto il tempo montava il desiderio e lui cercava di tenerlo a freno, trovando motivazioni in altro. Poi però, quando sapeva che lei era alla portata, non si faceva prendere da ansia da prestazione: rimaneva lucido, eccitato questo sì, ma piacevolmente in tiro. Sapeva dove trovarla e si recò allora di buon mattino, per cercare di essere da solo ad incontrarla. La vide da lontano, sotto il primo sole e cominciò ad avere la bocca asciutta: era di una lucentezza sconvolgente! Si immaginava mentre iniziava a leccarla e lei, sotto la pressone di amorosi sensi, si sarebbe aperta concedendosi senza fare opposizione. Quanto gli piaceva quel nettare dolce che fuoriusciva…

innamorato dell’uva bianca!

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generosa e disponibile

Generosa e disponibile..

Generosa e disponibile..

Non si può certo dire che lui fosse un uomo intraprendente. Anzi fondamentalmente imbranato, lasciava che fossero sempre gli altri a prendere l’iniziativa. Lei lo sapeva bene e si divertiva da matti a stuzzicarlo e provocarlo. Nel suo candore, sembrava anche lei innocente ma dentro nascondeva un vulcano di emozioni pronte ad essere offerte a chi le meritava. Si scrutarono a lungo e lei non smetteva mai di provocarlo: si offriva agli altri, in maniera plateale, sapeva che lui ci soffriva un po’, ma lei continuava, era il suo scopo, far godere chi incontrava. Era una sorta di gioco delle parti, dove lei era dominatrice e lui subiva, ma entrambi si eccitavano a vicenda. L’emozione montava e lui capiva che doveva prendere una decisione senza ritorno: lei ne era consapevole e se ne rendeva conto perchè era allo stremo, bagnata in maniera tremendamente visibile. Lui colse l’attimo e si avventò quando erano soli: capì che lei era disponibile a cedere senza più freni. Cominciò a leccarla, prima con piccoli colpetti di lingua, poi in maniera sempre più focosa, affondando anche i denti, riempiendosi la bocca e godendo in maniera plateale. Lei gli si concesse fino in fondo, abbandonandosi esausta, fino a farlo arrivare all’acme del godimento..la panna montata con in fondo il cioccolato!

 

(leonardo Romanelli)

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nuda in macchina al calore del sole

Nuda in macchina, al calore del sole..

 

Nuda in macchina, al calore del sole..

L’estate non era il periodo propizio, lo sapeva e lo capiva benissimo, ma era costretto a farlo. Capiva però che la sua abitudine non era molto apprezzata da chi gli stava intorno, forse perchè temeva che il suo vizio diventasse comune a tutti, anche alle generazioni più giovani. Per questo, aveva preso l’abitudine di farlo in macchina: cercava di trovare orari piuttosto assurdi tipo le tre del pomeriggio, nel momento di massimo calore. La passava a trovare nella sua casa in campagna, la prendeva sottobraccio e montava in macchian con lei. Sarà stato il calore esterno, lui che si ostinava a non accendere l’aria condizionata, ma iniziavano ad emanarsi, nell’abitacolo effluvi odorosi che qualcuno avrebbe potuto definire nauseabondi. Lui  era invece terribilmente eccitato. Cercava solitamente un posto appartato dove sostare ma era capace, talvolta, di farlo sul ciglio della strada, se la passione lo prendeva e gli mozzava il respiro. Girare con lei lo rendeva felice, anche se l’attesa si prolungava un po’, era il preludio del godimento successivo…il calore gli cominciava a far girare la testa, la lingua umettava le labbra che tendevano a seccare, vista l’eccitazione che innalzava tutto…di solito, si fermava, e, al riparo da sguardi indiscreti, la spogliava..tutta, nuda..un sospirone e poi si avventava con tutto se stesso, mani, bocca, occhi…aiutandosi con il pane…la finocchiona in estate…

Scritto da Leonardo Romanelli il luglio 20, 2012

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c’è colazione e colazione

c’è chi ama il latte con i biscotti, chi riesce a bere solo un caffè, chi preferisce il the con le fette biscottate e  chi non potrebbe fare a meno della colazione all’americana.

in genere il mio pasto mattutino preferito è il the con i biscotti ma ogni tanto, come questa mattina, mi regalo una colazione diversa, piacevole e nutriente, sveglio lo scorpione che dorme accanto a me prendendo in bocca il suo cazzo e faccio la più bella colazione del mondo, bevo lui…

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sfacciata e provocante

 

Ne era estasiato, non riusciva a farne a meno, una sorta di droga che lo attirava a se’, impedendo il distacco. Lui la vedeva è già si pregustava il proseguio dell’incontro: eh sì che, forse, alla prima impressione, non dava poi adito a chissà quali pensieri.

Certo, però, una volta spogliata, già si cominciava ad intuire di quale pasta fosse fatta: la toccava e lo capiva, la trattava a dovere, la rigirava da tutte le parti in una sorta di parossismo. Con la lingua si umettava le labbra, partiva in maniera automatica quell’acquolina in bocca, segno evidente dell’eccitazione che montava.

 Ed anche lei, comunque, amava molto stare bagnata: fino al momento clou, era la condizione nella quale voleva rimanere. Poi, le cose, come sempre prendevano un’accelerazione incredibile, si trovava già pronta, con lui che la trattava in maniera virile, la sottoponeva alle giuste operazioni e lei prendeva colore, si domostrava pronta all’uso e, una volta arrivata la culmine, gli si offriva sfacciatamente alla bocca: rapporto tra un cuoco e la patata..fritta!

Scritto da Leonardo Romanelli  il maggio 26, 2012

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turgido ma timido (Leonardo Romanelli)

Turgido ma timido

 

 

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Francamente era timido; non si sentiva molto accettato dal grande pubblico e quindi, essere rosso, era la sua condizione abituale. Non capiva come, ma riscuoteva sempre un successo incredibile tra le donne;in realtà, proprio il suo porsi in maniera semplice, non cercare il consenso ad ogni costo, facilitava il rapportarsi con loro. Più che tra le giovanissime, le sue fan doveva trovarle tra quelle più mature. E ne era contento, in fondo era un cucciolone, ed affidarsi alle loro mani esperte gli infondeva un profondo senso di fiducia. Già quando lo accarezzavano, la sensazione era positiva: turgido lo era perennemente, e non poteva andare oltre, gli eccessi non erano alla sua portata. Quando iniziavano a leccarlo e a mettere appena i denti nella sua carne, raggiungeva l’acme della sensibilità e non erano poche quelle che amavano giocare con la lingua su di lui. C’erano anche quelle che, senza indugio, lo infilavano completamente in bocca, assaporandolo con estrema cura. Poi arrivava sempr eil momento nel quale, non facendocela più, affondavano i denti in maniera completa: la soddisfazione di gustare un ravanello!

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