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Dolce nello Schiudersi

Dolce nello schiudersi…

Scritto da LeonardoRomanelli  il agosto 29, 2012

Dolce nello schiudersi…

Aspettava questo momento con impazienza. L’attesa era stata lunga, quasi un anno, in cui lui la pensava, se la immaginava, voleva averla ma non poteva. Nemmeno toccarla, poteva, lontana anni luce dal suo quotidiano. Sapeva che alcuni se la potevano concedere sempre, ma lui era un inguaribile romantico, preferiva aspettare il momento dovuto, non trovare scorciatoie o mezzucci per possederla. In tutto il tempo montava il desiderio e lui cercava di tenerlo a freno, trovando motivazioni in altro. Poi però, quando sapeva che lei era alla portata, non si faceva prendere da ansia da prestazione: rimaneva lucido, eccitato questo sì, ma piacevolmente in tiro. Sapeva dove trovarla e si recò allora di buon mattino, per cercare di essere da solo ad incontrarla. La vide da lontano, sotto il primo sole e cominciò ad avere la bocca asciutta: era di una lucentezza sconvolgente! Si immaginava mentre iniziava a leccarla e lei, sotto la pressone di amorosi sensi, si sarebbe aperta concedendosi senza fare opposizione. Quanto gli piaceva quel nettare dolce che fuoriusciva…

innamorato dell’uva bianca!

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Orgasmo liquido

Orgasmo liquido

Non sapeva se parlarne alle sue amiche: è vero, dovevano essere quelle fidate, che dopo non sparlavano, che non andavano a riferire a sconosciuti i suoi pensieri. Nel suo ragionamento, appariva tutto molto chiaro ed evidente, ma questo risultava nella sua testa, ripetere le parole a voce alta avrebbe sortito sicuramente un altro effetto. Lei lo voleva, in maniera imperiosa e costante, e non capiva perchè le altre dovessero essere di avviso diverso: a loro piacevano giovani, lei andava in controtendenza e li preferiva maturi, per un approccio imemdiato e coinvolgente. Ne voleva uno per volta, preferiva un rapporto non complicato, senza nessuna sovrastruttura che andasse ad arricchire, a volte inutilmente, l’incontro. Le altre, invece, erano confusionarie, sempre in compagnia, meglio tanti e con un sacco di elementi di contorno. Non era solo una questione di gusti, era proprio il tipo di mentalità ribaltata: provare piacere grazie ad un contatto diverso. Capì che era inutile arrovellarsi e quando si trovò di fronte a lui non ebbe troppi ripensamenti e si mostrò disponibilissima al contatto. Con le labbra lo suggeva, affondava i suoi denti, lo leccava da cima in fondo, con arte e maestria, e tutto questo le provocava un piacere grondante, che la bagnava senza ritegno ma, alla fine, provata ma felice, continuava ad affermare che i pomodori maturi erano migliori di quelli verdi!

Scritto da Leonardo Romanelli il luglio 05, 2012

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turgido ma timido (Leonardo Romanelli)

Turgido ma timido

 

 

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Francamente era timido; non si sentiva molto accettato dal grande pubblico e quindi, essere rosso, era la sua condizione abituale. Non capiva come, ma riscuoteva sempre un successo incredibile tra le donne;in realtà, proprio il suo porsi in maniera semplice, non cercare il consenso ad ogni costo, facilitava il rapportarsi con loro. Più che tra le giovanissime, le sue fan doveva trovarle tra quelle più mature. E ne era contento, in fondo era un cucciolone, ed affidarsi alle loro mani esperte gli infondeva un profondo senso di fiducia. Già quando lo accarezzavano, la sensazione era positiva: turgido lo era perennemente, e non poteva andare oltre, gli eccessi non erano alla sua portata. Quando iniziavano a leccarlo e a mettere appena i denti nella sua carne, raggiungeva l’acme della sensibilità e non erano poche quelle che amavano giocare con la lingua su di lui. C’erano anche quelle che, senza indugio, lo infilavano completamente in bocca, assaporandolo con estrema cura. Poi arrivava sempr eil momento nel quale, non facendocela più, affondavano i denti in maniera completa: la soddisfazione di gustare un ravanello!

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debosciata e languida (Leonardo Romanelli)

Debosciata e languida

Scritto da Leonardo il aprile 22, 2012

Debosciata e languida

Quel giorno era quello giusto: pioveva e l’atmosfera che si era venuta a creare ispirava arditi pensieri. Ci stava pensando da un po’,la voglia era sempre forte, talvolta messa da parte, ma sempre latente e pronta ad esternarsi. Decise di seguire l’istinto, senza freni inibitori. La prese, voleva attaccarla subito ma non si fa mai così: i preliminari, questi sconosciuti, diventavano essenziali in questo caso. Ma era un bene per lui, cominciava ad eccitarsi solo all’odore, iniziava a fremere di desiderio. Era un leone in gabbia, la vedeva ma non poteva toccarla, lei era come un vulcano in erezione e lui ridotto allo spasmo. Riuscì a trovare un minimo di equilibrio, l’attesa in qualche modo riuscì anche a disporlo nelle migliori condizioni, e riuscì a non farsi trovare impreparato: l’affrontò imperioso e, al solo contatto con la bocca iniziò a godere, dapprima sommessamente, poi, più che andava a fondo, con movimenti dapprima lenti, poi sempre più ficcanti, partì ad ululare: era semplicemente esaltato dal fatto che lei si concedeva in maniera completa, debosciata, languida ed avvolgente.AVeva perso la compostezza iniziale ed ora si lasciava andare senza ritegno…che soddisfazione profonda può dare la lasagna alla bolognese!

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turgido e colante

Turgido e colante ( Leonardo Romanelli il April 11, 2012)

Non era cosa facile prenderlo, sinceramente, ad onor del vero andava maneggiato con cura. Niente di particolarmente difficile, s’intende, bastava una mano esperta per raggiungere l’obiettivo prefissato. Anzi, meglio due, per raggiungere prima e meglio lo scopo. Lei se ne occupava con un certo piacere, ma si lavava sempre le mani, prima e dopo, aveva una certa attenzione. Poi iniziava a spogliarlo, piano piano, fino a lasciarlo completamente nudo, Tendeva a raggiungere la perfezione anche alla base, mentre di solito bastava che la sommità fosse a posto, sentendo altre donne parlare dello stesso argomento. Una volta apprestato, amava rimanere da sola, in pubblico non gradiva fare cose che poi avrebbero fatto parlare di lei, anche se godeva al massimo nell’eseguirle. Una volta che tutto era pronto, socchiudeva gli occhi già in preda all’estasi, che la inumidiva..nelle labbra,,,quindi lo prendeva in mano, turgido e sodo, e prima di inserirlo in bocca, lo tuffava per tiralo su ancora colante, nella citronnette: che piacere i carciofo in pinzimonio

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alla fine dei giochi… ovvero di ritorno da milano

alle 6.40 il treno per milano è arrivato e io e lo scorpione maledetto, di nero vestito con gli splendenti occhi gialli trapana cuori più belli del solito, siamo partiti per milano.

chiacchiere leggere e impegnate, un po’ di lettura, qualche ora di sonno e una bionda alta magra e milanese a sollecitare in me qualche fitta di gelosia hanno accompagnato le tre ore di viaggio.

due metropolitane dopo siamo arrivati a destinazione, 4 ore  in mezzo a stand profumati di formaggi, olii biologici, salumi di tutti i tipi, salse dolci e piccanti e poi abiti naturali, saponi fatti a mano, mobili e costruzioni ecocompatibili… un po’ di delusione per i costi lievitati da quando le cose naturali biologiche ed ecocompatibili sono diventate una moda radical chic…

una pausa rilassante in un livello non utilizzato del palazzo della fiera, ed una mia visita ai bagni vuoti, in zona tranquilla ed isolata,  ci portano a fantasticare sul fare sesso lì, e a parlare di quanto siamo anche noi  “ecosessocompatibili”.

lui si fa intimidire dal passaggio di alcuni visitatori che hanno seguito il nostro stesso percorso e allora gli strappo la promessa di farlo in treno.

un veloce giro in piazza duomo, che avremmo volentieri evitato ma che una scelta sbagliate della linea rossa della metropolitana ci ha “costretto” ad effettuare e poi via, verso la stazione. Treno delle 18.05, praticamente vuoto.

tra pavia e voghera mi si avvicina e comincia a baciarmi il collo… poggia il quotidiano sulle cosce e io infilo la mano nei pantaloni, è già duro, mi bacia  mordendomi le labbra… l’eccitazione sale e decide di vedere se è possibile andare in un bagno… due toilet chiuse… quella in fondo alla carrozza è libera… entro prima io poi lui… e poi si fa quel sesso caldo nervoso e famelico che io e lui riusciamo a fare… bello e intenso come sempre, in piedi, con le mani sul finestrino e i gemiti coperti dal rumore delle rotaie… veniamo insieme…

5 minuti dopo nella carrozza ci guardiamo e scoppiamo a ridere

“siamo due pazzi”

“si ma adoro fare pazzie con te”

“avrei voluto stare lì altre due ore”

invece le altre ore di viaggio sono passate raccontandoci le nostra fantasie, parlando dei viaggi che sarebbe bello fare, delle mostre che sarebbe interessante vedere, di libri letti, di film da vedere… insomma l’illusione di un rapporto normale…

e proprio questa illusione mi ha fatto capire che è inutile che io mi intestardisca con l’altro… con il tentativo di un rapporto che non ha senso d’esistere.

mi sono rivista a letto con lui sabato, e mi sono fatta pena da sola, che senso ha buttarsi via così sperando che scatti una scintilla che manco se bruciasse l’amazzonia si riuscirebbe ad accendere…

in fin dei conti preferisco rimanere sola, delle passeggiate mano nella mano posso fare a meno, del sesso con lui DEVO e VOGLIO fare a meno, e anche fargli male inutilmente -nonostante lui non ne abbia idea – non mi sembra sia corretto.

per cui mi appresto a spiegare all’altro che non ha funzionato, che qualcosa nel nostro rapporto non è scattato e che pertanto preferisco restare sola per fare un po’ di chiarezza in me.

di questo però non dirò nulla allo scorpione maledetto… un antagonista rassicura e allo stesso tempo stimola ad essere migliori…

non riesco a  non essere stronza…. almeno un po’!!!!

 

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slow sex slow food a torino

due anni fa

un appartamento sul lungo Po

un cucinino con sala da pranzo, tavolo, 4 sedie, un divano rosso

ci rivediamo dopo un mese di web cam, sms e telefonate.

è venuto a prendermi in stazione e ora finalmente siamo a casa, cerchiamo di trattenerci, di prendere le cose con calma, avremo due giorni tutti per noi, perchè correre, bruciare le tappe, saltarci addosso???

lui, a riprova di ciò, mi chiede se ho fame e si offre di prepararmi la pasta con il suo fantastico sugo, io accetto e intanto sorseggio l’ottimo vino che mi ha versato come aperitivo… lo guardo preparare le pentole: mette su l’acqua pe la pasta e prepara il coccio per il sugo, olio extravergine e aglio, pomodoro e….

non riesco a seguire cosa altro aggiunge nella pentola, la mia mente sta cominciando ad immaginarlo nudo… il mio corpo sta raggiungendo il punto di ebollizione, e anche come umidità siamo messi abbastanza bene!!!!   Mi avvicino con fare noncurante mentre lui, di schiena, gira il sugo con il cucchiaio di legno, mi appoggio col seno alla sua schiena e da dietro comincio a slacciargli la cintura…

lui si gira e con il cucchiaio ancora in mano si appoggia al muro,lo appoggia sul bordo della pentola e comincia a baciarmi… gli infilo una mano tra il jeans e i boxer e sento che sta diventando rapidamente duro… l’eccitazione continua a salire,

“spengo il fuoco, aspetta…”

“no, no, continua a badare al sugo….”

lentamente gli abbasso i pantaloni,poi i boxer e comincio ad accarezzarlo…. le sue gambe cominciano a tremare per l’eccitazione, io mi chino e mi inginocchio davanti a lui….

“non far bruciare il sugo….”

“ci provo…”

comincio a leccarlo lentamente, so che gli piace quando lo prendo in bocca fino in fondo ma voglio farglielo penare un po’, del resto dovevamo fare le cose con calma, slow sex and slow food…. ma ho fame, una fame di lui che mi fa stringere lo stomaco… lo prendo in bocca proprio mentre lui sta per girare il sugo, e il suo corpo ha un sussulto, ma riesce a continuare nel gesto, e il sugo è salvo…

gli lecco la cappella lentamente e poi comincio a leccarlo e prenderlo in bocca, prima lentamente, poi con più passione, lo lecco e lo succhio e sento il suo corpo che sussulta, le cosce si tendono, le chiappe si induriscono, le gambe cominciano a tremare e lui a godere… finchè mi esplode in bocca. tremando di piacere…

mi alzo asciugandomi le labbra con il dorso della mano, lo bacio rendendolo partecipe del suo piacere e gli chiedo “tra quanto si mangia? ho una fame!!!!!”

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